NESSUNO TOCCHI CAINO - STATI UNITI: 172 INNOCENTI LIBERATI DAL BRACCIO DELLA MORTE. FALSE PROVE DELL’ACCUSA, FALSI INFORMATORI, PREGIUDIZI RAZZIALI Posta in arrivo
NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS
Anno 20 - n. 46 - 05-12-2020
Contenuti del numero:
1. LA STORIA DELLA SETTIMANA : STATI UNITI: 172 INNOCENTI LIBERATI DAL
BRACCIO DELLA MORTE. FALSE PROVE DELL’ACCUSA, FALSI INFORMATORI,
PREGIUDIZI RAZZIALI
2. NEWS FLASH: DITEMI QUAL È IL CARCERE GIUSTO PER QUESTO INVALIDO AL 100 PER 100
3. NEWS FLASH: COREA DEL NORD: GIUSTIZIATI QUATTRO MILITARI E DUE FUNZIONARI
4. NEWS FLASH: IRAN: ESECUZIONE DI AHMADREZA DJALALI ‘RINVIATA DI ALCUNI GIORNI’
5. NEWS FLASH: SOMALIA: TRE MEMBRI DI AL-SHABAAB FUCILATI PER ORDINE DELLA CORTE MARZIALE
6. I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :
STATI UNITI: 172 INNOCENTI LIBERATI DAL BRACCIO DELLA MORTE. FALSE PROVE DELL’ACCUSA, FALSI INFORMATORI, PREGIUDIZI RAZZIALI
Sergio D’Elia su Il Riformista del 4 dicembre 2020
Data la fallibilità del giudizio umano, c’è sempre stato il pericolo di
condanna ed esecuzione di una persona innocente. Non esiste un sistema
di giustizia perfetto che possa scongiurare un tale pericolo. Lo stesso
sistema americano, forte di tutele, garanzie e ricorsi infiniti, non ha
mai rappresentato l’antidoto agli errori giudiziari. La presunzione che
quasi tutti nel braccio della morte fossero colpevoli è svanita quando
agli imputati sono stati concessi avvocati più esperti, giurie non
prevenute, test scientifici obbligatori. Da allora molti casi di
innocenti sono emersi. Dal 1973, sono state liberate più di 170 persone
ingiustamente condannate a morte, tra cui cinque nel 2020.
Il 24 gennaio del 2020, la Corte Suprema del Nevada ha confermato il
proscioglimento di Paul Browning che era stato condannato nel 1986 per
la rapina e l’omicidio di un gioielliere di Las Vegas. Nel processo era
stato difeso da un avvocato che praticava da meno di un anno.
Un’indagine difensiva un po’ competente avrebbe rivelato i difetti nelle
prove dell’accusa e la falsità di dichiarazioni di testimoni che
l’accusa aveva presentato alla giuria. “Quando vedo una persona di
colore penso che si assomiglino tutte”, aveva detto uno di loro che poi
al processo avrebbe testimoniato senza esitazione che Browning era
l’uomo visto sulla scena del delitto.
Walter Ogrod è stato esonerato dal braccio della morte della
Pennsylvania il 10 giugno 2020, ventotto anni dopo l’arresto per
l’omicidio di una bambina di quattro anni. Il processo era viziato alla
base da cattiva condotta della polizia e dell’accusa, da false prove
forensi e testimonianze di informatori detenuti. Lo avevano “incastrato”
due detective di Filadelfia con un curriculum di abusi e false
confessioni. Privato del sonno nel corso di 14 ore di interrogatorio,
Ogrod aveva alla fine confessato di aver picchiato la vittima con un
bilanciere. La bimba invece era morta di asfissia e non era stata
picchiata, ma i pubblici ministeri avevano nascosto alla giuria il
referto del medico.
Kareem Johnson è stato prosciolto il 1° luglio 2020. Era stato
condannato nel 2007 sulla base di false prove del DNA che lo avevano
collegato all’omicidio. La Corte Suprema della Pennsylvania aveva
stigmatizzato la cattiva condotta del pubblico ministero che aveva
mostrato “un disprezzo consapevole e sconsiderato per il diritto
dell’imputato a un processo equo”.
Il 4 settembre 2020, dopo sei processi segnati da cattiva condotta
dell’accusa e pregiudizio razziale, Curtis Flowers è stato prosciolto
dagli omicidi avvenuti nel luglio 1996 di quattro dipendenti di un
negozio di mobili di proprietà di bianchi a Winona, Mississippi. Per il
combinato disposto di un informatore detenuto testimone principale
dell’accusa e giurie di soli bianchi o a stragrande maggioranza composte
da bianchi, accuratamente selezionate dall’ufficio del procuratore
distrettuale, Flowers, un afroamericano, era stato ripetutamente
condannato a morte.
Il 14 settembre 2020, un tribunale della contea di Hillsborough, in
Florida, ha esonerato Robert DuBoise 37 anni dopo la condanna per stupro
e omicidio di una ragazza di 19 anni basata su prove scientifiche
spazzatura e false testimonianze di un informatore della prigione.
DuBoise deve la vita agli avvocati dell’Innocence Project of Florida che
hanno presentato al giudice le prove della sua innocenza. Sulla vittima
non c’erano i segni di morsi evidenziati nelle perizie accusatorie,
mentre le prove del DNA nascoste alla giuria scagionavano DuBoise e
implicavano altri due uomini.
Con Robert DuBoise, a oggi, sono 172 i detenuti del braccio della morte
prosciolti da condanne ingiuste che li hanno portati a un passo dalla
sedia elettrica, dalla camera a gas, dal plotone di esecuzione o dal
lettino dell’iniezione letale, l’ultima invenzione, più “umana e
civile”, di supplizio capitale.
Il rischio di condannare un innocente è insito nel giudicare ma, a ben
vedere, l’errore giudiziario di fondo sta nel peccato d’origine di una
giustizia concepita come una catena di causa ed effetto, perpetua e
indiscutibile, che va dal giudizio alla condanna e, quindi, alla pena.
Da un tale pericolo, letteralmente mortale in caso di una pena capitale
ma non meno letale in caso di “fine pena mai” o di pena carceraria, ci
si può liberare una volta per tutte solo se si coltiva la visione di
Aldo Moro, la sua invocazione non tanto di un diritto penale migliore,
ma di qualcosa di meglio del diritto penale. La riforma radicale della
giustizia è nella abolizione degli istituti di pena, nella conversione
strutturale degli apparati di giudizio e punizione in forme più
ecologiche, sociali e civili di riparazione e riconciliazione, in
sistemi non di pene alternative ma di alternative alla pena.
Per saperne di piu' :
https://www.ilriformista.it/us
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DITEMI QUAL È IL CARCERE GIUSTO PER QUESTO INVALIDO AL 100 PER 100
C'è un detenuto nel carcere di Busto Arsizio che staziona in una cella dell'infermeria perché gravemente malato, invalido al cento per cento e non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita. Ha 42 anni ed è affetto dall'infanzia da una patologia degenerativa in forma grave, nota come sindrome di Charcot-Marie-Tooth.
È in carrozzina con gli arti inferiori e superiori gravemente compromessi, sa che non potrà mai guarire ma sa (e lo sanno anche giudici e pm) che ha bisogno di riabilitazione continua per non peggiorare la sua condizione. Gli hanno messo un piantone, cioè un altro detenuto che lo aiuta (non un infermiere); da settembre non è in grado di farsi una doccia completa e si lava come può con la doccetta vicina al wc; in tutta la sua detenzione, che è iniziata il 4 luglio 2019, cioè 16 mesi fa, non ha mai potuto fare la fisioterapia che gli è indispensabile.
La presa delle mani, già debolissima, si è ulteriormente deteriorata e le gambe, più piccole del normale, sono gelide. A Busto Arsizio, ove è allocato dal 25 settembre, i medici fanno il possibile per aiutarlo - afferma sua sorella - ma non hanno personale e strutture sanitarie adeguati per alleviare le sue sofferenze. Fatto sta che ho in mano la relazione della ASL regionale dell'Emilia Romagna, redatta quando il detenuto si trovava nel centro clinico del carcere di Parma quindi, non come accade oggi, nella cella dell'infermeria dell'istituto penitenziario di Busto Arsizio. Ebbene, in quella relazione medico legale, datata 4 aprile 2020, si certificava l'importanza per il paziente di una terapia che sia intensa e soprattutto continuativa, "condizione non applicabile nel carcere di Parma", così come "non è eseguibile l'idro-chinesiterapia di grande utilità nella malattia da cui è affetto il paziente-detenuto".
Il detenuto in questione si chiama Enzo Misiano, un nome che brucia perché è stato consigliere comunale per Fratelli d’Italia a Ferno in provincia di Varese ed è coinvolto, assieme ad altri 33, nell'indagine della DDA di Milano "Krimisa", accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Misiano ha ricevuto una condanna a 8 anni in primo grado ed è in attesa dell'appello, quindi è un detenuto in attesa della sentenza definitiva, quindi ancora "non colpevole" secondo l'art. 27 della Costituzione.
Prima di quel 4 luglio 2019 Enzo Misiano era un cittadino incensurato. Da quel 4 luglio se lo sono rimpallato carcere dopo carcere perché nessun istituto era in grado di affrontare la sua patologia: prima Asti, poi Voghera e poi Parma. A Parma - a seguito della relazione medico legale di cui abbiamo sopra riferito succede il miracolo, il 28 aprile 2020 il Gip con il parere contrario del Pm gli concede la detenzione domiciliare, ma il tutto finisce il 25 settembre quando il Pm ottiene ragione in Cassazione e Misiano ritorna in galera a... Busto Arsizio.
Ma non finisce qui. Lo stesso Gip il 27 novembre scorso respinge la richiesta di detenzione domiciliare con motivazioni che lasciano a dir poco perplessi. "Vero è - si legge - che all'interno della casa circondariale di Busto Arsizio non sono disponibili né le attrezzature né il personale specializzato per far fronte alle necessità di cura dettate dalle condizioni di Misiano Enzo, la cui patologia, stante la complessità del caso, non risulterebbe adeguatamente gestita all'interno della predetta struttura detentiva".
Le condizioni di salute del paziente-detenuto sono però incompatibili con la casa circondariale di Busto "non già con il regime detentivo in sé"; "È pertanto indicato il trasferimento dello stesso presso una struttura dell'amministrazione penitenziaria che preveda un centro clinico provvisto di palestra e soprattutto di personale dedicato o di strutture convenzionate specializzate". Successivamente, nell'ordinanza che respinge l'istanza, si individua la Casa di Reclusione di Opera, "dotata di centro clinico e legata da apposita convenzione alla struttura esterna di cura Centro Don Gnocchi".
Non sono in grado di dirvi ora cosa risponderà - o abbia già risposto - il carcere di Opera in piena pandemia da coronavirus, quel che mi chiedo è: se esiste questa struttura così adeguata (lo vedremo), perché hanno fatto tribolare Enzo Misiano per più di un anno?
Per lui - come purtroppo per migliaia di detenuti - sono sospesi gli articoli 27 e 32 della Costituzione? La giornata mondiale della disabilità (ricorreva ieri, con tanto di messaggio solenne del Presidente della Repubblica) vale anche per coloro che sono detenuti?
Infine, una provocazione. Mi immedesimo, oggi mi viene più facile forse perché sono al 24° giorno di sciopero della fame. Mi immedesimo in un atto quotidiano della vita al quale sicuramente non pensano (pur compiendolo come tutti) i magistrati che hanno sballottato Enzo Misiano da un carcere all'altro. Come si pulisce il culo questo detenuto dopo aver defecato visto che è privo della funzionalità delle mani? Chiama il piantone-detenuto che è un estraneo e non è certo un operatore sanitario?
Per saperne di piu' :
COREA DEL NORD: GIUSTIZIATI QUATTRO MILITARI E DUE FUNZIONARI
Almeno sei persone sono state giustiziate in Corea del Nord di recente, in casi distinti.
Le prime quattro - due graduati e due soldati semplici della guardia di frontiera - sono state fucilate il 22 novembre, ha riportato una fonte del Daily NK nella provincia di Yanggang, secondo cui i quattro erano coinvolti in un recente caso di contrabbando che aveva provocato la chiusura della città di Hyesan.
In una conversazione telefonica col Daily NK il 27 novembre, la fonte ha detto che il 22 novembre "il comandante, il funzionario politico e due soldati" della 25a Brigata del Comando Sicurezza di Frontiera, 251° Reggimento, Quarto Battaglione, Terza Compagnia sono stati giustiziati. L'esecuzione è “avvenuta presso l'aeroporto di Ryonbong sotto la direzione di funzionari del Ministero per la Sicurezza dello Stato venuti da Pyongyang”, ha detto la fonte, parlando a condizione di anonimato.
La tempistica dell'esecuzione è degna di nota. I militari sono stati uccisi solo un giorno dopo la revoca del blocco su Hyesan del 21 novembre, il che indica quanto seriamente le autorità abbiano preso la questione.
Secondo quanto riferito, le autorità nordcoreane hanno discusso dell'incidente di Hyesan dopo che Ri Pyong Chol, vice presidente della Commissione militare centrale, è arrivato a Hyesan la scorsa settimana.
Il 23 novembre le autorità hanno sciolto la compagnia implicata nel caso di contrabbando di Hyesan e trasferito il reggimento di cui faceva parte nella contea di Yonggwang, provincia di South Hamgyong. Ci sono anche voci secondo cui le autorità trasferiranno un gran numero di soldati dall'area in altre regioni del Paese.
Questi piani per trasferire truppe fuori dalla zona di confine si svolgono in segreto, ha detto la fonte. Le ultime esecuzioni non sono state aperte al pubblico. Secondo la fonte, per "mostrare cosa succede a coloro che rifiutano gli ordini", un solo ufficiale e un solo soldato di ciascuna compagnia della 25a Brigata con sede a Hyesan sono stati scelti per assistere alle esecuzioni.
I funzionari del Ministero per la Sicurezza dello Stato che hanno diretto le esecuzioni hanno affermato che i quattro giustiziati hanno "tradito la grande fiducia del Partito" e "causato grande preoccupazione al Partito, agendo per i propri interessi, violando la chiusura del confine entrando in contatto con i cinesi mentre cercavano illegalmente di [contrabbandare] oro, cosa proibita ", ha riferito la fonte.
I funzionari hanno inoltre affermato che i quattro erano "traditori che non sarebbero stati perdonati nemmeno dopo la morte" e che "tale tradimento non deve mai ripetersi", secondo la fonte.
Sembra che il comandante della compagnia e l'ufficiale politico giustiziati fossero stati accusati di aver fermato il personale dello Storm Corp che tentava di sparare contro un ufficiale della guardia di frontiera e un soldato che, dopo essere stati colti in flagrante nell'operazione di contrabbando, avevano tentato la fuga.
Diversi cittadini nordcoreani si lamentano del fatto che il governo si sia spinto troppo in là nel punire soldati semplici insieme agli ufficiali. Hanno detto che le autorità avrebbero dovuto prendere in considerazione che il personale arruolato “non aveva altra scelta” se non quella di prendere parte all'operazione di contrabbando su ordine dei loro superiori, ha riferito la fonte.
Ad esempio, ai soldati della 25a Brigata che erano al centro del cosiddetto "incidente di Hyesan", è stato ordinato di eseguire operazioni di contrabbando da parte dei quadri del Ministero per la Sicurezza dello Stato e del Dipartimento per l'Organizzazione e la Guida, nonostante la chiusura del confine tra Cina e Corea del Nord, ha riportato la fonte.
Dal momento che gli ufficiali al comando esercitano una grande autorità sui soldati, questi ultimi in genere non hanno altra scelta se non quella di obbedirgli.
"Quando si considerano le motivazioni alla base dell'incidente di Hyesan, si potrebbe dire che la responsabilità più grande [per quello che è successo] spetta al governo perché non è in grado di garantire i mezzi di sostentamento dei soldati e della popolazione locale", ha detto la fonte. "Il governo, tuttavia, sta evitando ogni responsabilità giustiziando dei soldati".
L'agenzia di spionaggio della Corea del Sud ha riferito ai parlamentari il 27 novembre che il leader nordcoreano Kim Jong Un ha ordinato di recente le esecuzioni di almeno due persone, vietato la pesca in mare e messo in lock down la capitale Pyongyang, come parte delle misure prese per difendersi dal coronavirus e dai suoi danni economici.
Uno dei parlamentari, Ha Tae-keung, ha citato l’agenzia di spionaggio (NIS) secondo cui Kim starebbe manifestando “rabbia eccessiva” e prendendo “misure irrazionali” sulla pandemia e sul suo impatto economico.
Secondo il NIS, la Corea del Nord a ottobre ha giustiziato un funzionario addetto al cambio della valuta a Pyongyang, ritenendolo responsabile di un calo del tasso di cambio.
Sempre il NIS, riportato dallo stesso parlamentare, ha detto che la Corea del Nord ad agosto ha giustiziato anche un altro funzionario per aver violato i regolamenti governativi relativi alle merci importate dall'estero. Le due persone giustiziate non sono state identificate.
La Corea del Nord avrebbe anche vietato la pesca e la produzione di sale in mare per evitare che l'acqua venga infettata dal virus, ha aggiunto l’agenzia.
La Corea del Nord dichiara di non aver trovato un solo caso di coronavirus nel Paese, circostanza contestata da esperti all’estero, nonostante gli sforzi a tutto campo che Pyongyang afferma di attuare per prevenire la diffusione del virus.
(Fonti: AP, 27/11/2020; Daily NK, 30/11/2020)
IRAN: ESECUZIONE DI AHMADREZA DJALALI ‘RINVIATA DI ALCUNI GIORNI’
L’esecuzione di Ahmadreza Djalali è stata “rinviata di alcuni giorni”, hanno detto il 2 dicembre le autorità iraniane ai familiari di Djalali.
Secondo informazioni ottenute da Iran Human Rights, la condanna a morte di Djalali non è stata eseguita la mattina del 2 dicembre, tuttavia lo scienziato rimane a rischio imminente di esecuzione. Il 1° dicembre IHR ha riferito che, secondo la sua famiglia, sarebbe stato trasferito alla prigione di Rajai Shahr in preparazione per l'esecuzione. Il 2 dicembre le autorità hanno informato la famiglia di Ahmadreza che la sua esecuzione è stata "rinviata di alcuni giorni".
Iran Human Rights chiede alla comunità internazionale di intensificare gli sforzi per salvare la vita di Ahmadreza Djalali. Ciò deve continuare fino a quando la sua condanna a morte non sarà revocata e potrà fare ritorno alla sua famiglia in Svezia.
Ahmadreza Djalali, che si era recato in Iran su invito ufficiale dell'Università di Teheran, è stato arrestato dagli agenti del Ministero dell'Intelligence il 24 aprile 2016 e ha trascorso tre mesi nel centro di detenzione del Ministero.
Inizialmente accusato di "collaborazione con stati ostili", è stato successivamente condannato per "moharebeh (inimicizia contro Dio) per spionaggio a favore di Israele" dalla Corte Rivoluzionaria di Teheran, e la condanna è stata confermata dalla Corte Suprema.
La scorsa settimana, in una lettera congiunta all'Alto Rappresentante dell'Unione europea per gli Affari Esteri, Josep Borrell, dieci organizzazioni internazionali per i diritti, tra cui Nessuno tocchi Caino, hanno chiesto un'azione immediata per fermare l'esecuzione di Ahmadreza.
(Fonte: IHR, 02/12/2020)
SOMALIA: TRE MEMBRI DI AL-SHABAAB FUCILATI PER ORDINE DELLA CORTE MARZIALE
Tre membri di al-Shabaab sono stati fucilati la mattina del 29 novembre 2020 per ordine di una corte marziale somala.
I tre, tra cui Mohamed Haji Ahmed Ilkacase, un insegnante universitario che avrebbe commesso degli omicidi a Mogadiscio, erano stati giudicati colpevoli il 26 novembre.
Ilkaase, Said Salim e Ahmed Mohamed Hashim Arab, tutti di 27 anni, erano stati riconosciuti come membri di al-Shabaab, oltre ad aver commesso degli omicidi.
Dal 31 dicembre 2019 si trovavano in un centro detentivo di Mogadiscio.
Secondo le autorità somale, Ilkaase era il capo delle operazioni nella regione di Mogadiscio e Benadir, condotte contro varie persone che al-Shabaab considerava delle spie.
Sono stati giustiziati dal plotone di esecuzione di mattina, ha detto ai giornalisti il procuratore generale del tribunale militare somalo, Abdullahi Bule Kamey.
"I tre erano dietro una serie di omicidi commessi a Mogadiscio contro funzionari governativi e ufficiali dell'esercito", ha detto il generale Abdullahi Bule.
"Mohamed Haji Ahmed è stato riconosciuto colpevole dell'omicidio del caporale Mohamed Omar Sheikh Osman, avvenuto il 24 febbraio 2017; dell’omicidio del generale Abdullahi Mohamed Sheikh Qururuh, ucciso il 24 settembre 2017; dell’omicidio del vice procuratore generale Mohamed Abdirahman Mohamud, il 20 febbraio 2019; e dell’uccisione del generale di polizia Mohamud Haji Alow, il 27 aprile 2019", ha precisato.
(Fonti: Dalsan Radio, 29/11/2020)

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