Quasi quattro mesi d'ospedale - libri - Il suicidio del liberalismo
Mio padre è entrato in ospedale a maggio e adesso siamo a settembre. Qui in Ticino le scuole hanno riaperto lunedì e la figlia di una mia amica ha messo per la prima volta piede nella sua scuola elementare. Si chiama come me. Andrea. L'ho guardata tornare da scuola tutta sorridente mano nella mano con sua nonna. Ho pensato a come mio padre cercava di tranquillizzarmi ogni volta che le scuole riprendevano. E a quanto ho odiato le sue parole. Questi quattro mesi d'ospedale mi hanno portato a parlare molto con mio padre. Ma mai di me stesso. La distanza è troppo ampia e le ferite che ci siamo inflitti non si rimargineranno mai. Parliamo di calcio, cibo, passato ma non riusciamo mai a parlare di noi due. In ospedale in tanti mi hanno detto che quando arrivo in reparto infondo tanta calma e tranquillità a mio padre, agli altri pazienti, al personale. Mi hanno chiesto se sono un terapeuta. Uno psicologo. Un prete. Forse è soltanto perché la gente non è più abituata all'educazi...




