"Eccetera. Una commedia profetica" di Rose Macaulay (Liberilibri Editrice, traduzione di Irene Canovari)
Ci sono due romanzi che quasi tutti hanno letto o ne hanno sentito parlare: "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley, pubblicato nel 1932, e "1984" di George Orwell, pubblicato nel 1948, ma scommetto che quasi nessuno di voi conosca "Eccetera. Una commedia profetica" di Rose Macaulay (Liberiliberi editrice, traduzione di Irene Canovari) pubblicato nel 1918 e che anticipa per tematiche e stile i romanzi di Orwell e Huxley. In questa riuscitissima distopia Macaulay disegna un'Inghilterra appena uscita dolorante dal conflitto mondiale dove i governanti attraverso la Legge per il Progresso Mentale classificano la popolazione in base al suo quoziente mentale, suddividendola sostanzialmente in classi ben distinte e dissuadendo, grazie a ossessive campagne propagandistiche, i cittadini col quoziente più basso a sposarsi e a mettere il mondo i figli. Una società classista che lentamente scivola nel conformismo (vengono cancellate parole/opere d'arte/giornali e i media sono controllati dallo Stato), avara di sentimenti, di amore, dove i figli indesiderati vengono abbandonati per strada per non incappare in multe e carcere. L'autrice è straordinaria nel mescolare toni saggistici, satira pungente (memorabili le descrizioni dei passeggeri della metropolitana) e la storia dell'intelligentissima Kitty Grammont, funzionaria pubblica del Ministero del Cervello, che a un certo punto si ritrova a vivere una storia d'amore inaspettata che la porterà ad aprire gli occhi sul mondo in cui sta vivendo e a capire, amaramente, che forse tutta questa intelligenza che dovrebbe elevare l'essere umano lo porta a diventare un automa e non impedisce certo la nascita di nuovi conflitti e dolore e che la vita è qualcosa d'inafferrabile e per fortuna piena di problemi, miserie, diversità, sfumature, ignoranza. Un romanzo per nulla invecchiato e a leggerlo oggi, in un mondo dove la ricerca scientifica/medica sembra non arrestarsi mai, si è scossi da qualche brivido sul presente/futuro che ci aspetta.
Un estratto:
"La Sezione in questione, come Mrs. Delmer aveva detto, si preoccupava di incoraggiare o scoraggiare le unioni nelle misura in cui si dimostravano idonee o meno al propagazione dell'intelligenza nella generazione successiva. C'erano numerose e complicate regole al riguardo che naturalmente non potevano essere applicate con la forza; i metodi del Ministero erano quelli dell'incentivazione, premi e punizioni, piuttosto che quelli della coerciazione. C'erano bonus sulle nascite dei bambini avuti da genitori conformi alle regole e penali sui nati irregolari, penali che crescevano in proporzione alla flagranza della trasgressione dei genitori, così che la prole di genitori con pochissima materia grigia portava con sé la loro rovina economica. Tutti tenevano in casa una scheda del Ministero dei Cervelli che attestava la categoria mentale di ciscuno, certificata e registrata ufficialmente. Chi veniva classificato A era stato reputato detentore dell'intelligenza più elevata e veniva consigliato di prendere per compagno un B2 o un B3 (quelli abbastanza intelligenti). Unirsi con un altro A o un B1 veniva considerato uno spreco, dal momento che questi scarseggiavano un po' ovunque, inoltre l'eventuale prole avrebbe ricevuto bonus molto minori. Chi veniva classificato C1, C2 o C3 non riceveva alcun incentivo per fare figli, a meno che non avesse diluito la sua stupidità con un partner A; chi avesse deciso di unirsi a un altro C andava incontro a pesanti multe e chi era più sotto di C3 (ovvero non idoneo) veniva multato ancora più pesantemente, anche se diluito con chicchessia, e per il terzo figlio e tutti quelli successivvi c'era la galera. " (pp. 31-32)


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