"Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata" di Raphael Bob-Waksberg (Einaudi, traduzione di Marco Rossari) + Young Marble Giants

 

“Se la vostra parola é PARCO, potete dire: “È stata all'eccetera di Fort Greene che per la prima volta mi sono reso conto che ti amavo, Jillian. Era agosto e abbiamo comprato un giornale da leggere all'eccetera, e tu hai schiacciato un sonnellino sotto una quercia rossa, e quando l'ombra s'è spostata e il sole ti ha colpita in viso, hai sussultato e poi hai sorriso. E io ho pensato: È proprio questo che voglio. Proprio cosí. Per sempre. E mi è venuto in mente, proprio lí all'eccetera, che ero perdutamente innamorato di te. Era irreparabilmnete fuori di testa per questa donna che, due mesi prima, a una festa era scivolata accanto a me ubriaca e, come se mi conoscesse, mi aveva biascicato all'orecchio: “Tu meriti qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata”. (pag. 140, dal racconto “Regole per taboo”)

Mentre leggevo questo racconto mi sono ricordato di quando a 18 anni, finito un concerto a due passi dal lago, una ragazza venne a dirmi: “Ti amo perché non somigli a mio padre e nemmeno a mia madre e perché so che morirai presto”. Ma non mi amava, le piaceva solo provocarmi e spezzarmi il cuore. Tutta vestita di nero allora e anche oggi. Nessuno di noi due è morto ma ci siamo andati spesso vicino tutti e due. So che si veste ancora di nero, che non ha mai smesso di votare a Destra e che finalmente è riuscita a fare pace con sua sorella.

Mi sono perso dentro ai racconti di “Qualcuno che ti ami in tutta latua gloria devastata” di Raphael Bob-Waksberg (Einaudi, traduzionedi Marco Rossari), ammirando la capacità e la grazia dell'autore di mescolare in questa raccolta che ruota tutta ma proprio tutta intorno alla questa strana roba che è l'Amore registri molto diversi fra loro come surrealismo, realismo, poesia, sperimentalismo, grafica/disegnetti senza mai risultare banale, sopra le righe, ricattatorio, stucchevole. E non sto scherzando perché in questa raccolta, che mescola ironia, lacrime, drammi, invenzioni letterarie, caratteri di dimensioni diverse, troverete caproni sgozzati, una band musicale che si trasforma in un gruppo di super eroi, parchi tematici con disperati che si travestono da presidenti degli Stati Uniti (ovviamente ho subito pensato a George Saunders), porte dietro cui incontrare il nostro doppio e un'alternativa di vita, una piece teatrale che mette a nudo la rovina di una famiglia, un fratello e una sorella che dopo anni si incontrano/litigano/guardano/amano in un resort in Messico, un cane e il suo padrone/compagno di vita, un uomo e una donna su una metropolitana che si sfiorano per decenni senza mai parlarsi.

Amore sviscerato in tutte le sue possibili sfumature, conseguenze, problematiche: il corteggiamento che non porta mai a nulla, i disastri di un matrimonio (ho pensato a quanto mi sentii fuori luogo al matrimonio di mia sorella con tutti quei suoi amici e amiche snob e io che venivo da giorni di lavoro senza sosta), la fine/noia/banalità/ripetetività di una relazione, l'amore devastante che si prova per un fratello/una sorella/dentro-fuori una famiglia, gli strascichi di una relazione che possono distruggere un'intera vita, la maledetta seconda volta con annesse cene e nuovi addii, le occasioni perse, le parole sbagliate e quelle giuste e quelle mai pronunciate, i cuori spezzati e quelli ricostruiti in maniera maldestra, la fragilità delle relazioni, le fughe nella notte o in altri universi per rifarsi una vita, i ricordi che spezzano il cuore, le menzogne che raccontiamo e ci ripetiamo per non rimanere soli e non ferire chi ci sta di fronte.

Invece no, te n'eri andata. E mi sono reso conto che probabilmente non ti avrei mai più rivista. E ho pensato a quant'è incredibile che tu possa conoscere qualcuno per settant'anni eppure non saperne nulla.” (pag. 42, dal racconto “Coincidenza persa – Uomo cerca donna”

Mi sono commosso (lo so già che dire a 42 anni mi commuovo ancora farà storcere il naso a qualcuno che vedono in un libro un oggetto esclusivamente intellettuale, da soprammobile o da recensire su qualche sito o giornale) leggendo questi racconti perché li ho trovati di una delicatezza e una profondità di sguardo che tolgono il fiato e ho ripensato a tutti quei cuori che ho spezzato (non sono tanti ma qualcuno c'é), a tutte le cazzate che ho fatto per conquistare una ragazza per poi accorgermi che volevo solo scoparla finendo per starci insieme senza mai riuscire a mollarla, a una ragazza che quando andavo al Liceo vedevo tutti i giorni sui gradini della stazione e la guardavo e lei guardava me e non ebbi mai il coraggio di parlarle perché mi sembrava irraggiungibile (e lo era) o F che vedeva in me qualcosa che non ero e che non avrei mai potuto darle e confesso che non ho mai apprezzato un granché le ragazze/donne che portano le sabot o E per la quale persi la testa per qualche mese anche se lei era innamorata del mio miglior amico (e quanto piansi senza dirlo a nessuno) o A che avrei dovuto solo scoparla e basta senza mettermici insieme, anche se poi non l'ho mai scopata con quell'amore che lei avrebbe voluto ricevere e che si sarebbe meritata.

Ho pensato all'amore smisurato che ho sempre provato per mia madre e al legame fraterno che provo per solo due persone a questo mondo e a quei ricordi pieni d'amore che mi legano ad alcuni amici e amiche che molto probabilmente non rivedrò mai più.

E quando la Tristezza ti raggiungerà, ti stanerà – quando un giorno tornerai a casa, con le braccia cariche di spesa, e troverai la Tristezza seduta in cucina, a leggere con nonchalance il giornale come se non se ne fosse mai andata, a mangiare un muffin come se fosse la cosa piú naturale del mondo -, quando la Tristezza ti vedrà e dirà: “Che ti credevi, cocco? Cosa pensavi che sarebbe successo?”, quando la Tristezza ti farà un sorrisetto e dirà con un'insistenza fastidiosa che in un amen ti ribalterà: “La vera storia d'amore è questa, cocco, quella tra me e te”, quando la Tristezza ripeterà che, chiaro, certe piccole tristezze si attenuano, ma questa Tristezza, la Tristezza, ti è stata sempre vivino; questa Tristezza, la Tristezza, non ti ha mai abbandonata, mai del tutto, e perché adesso vorresti questa epitome di stabilità in un mondo imprevedibile? Quando accadrà, potrai lasciare per terra la spesa e riaprire la porta e richiudertela alle spalle. Potrai salire in macchina e guidare per tutta la notte e chiamare la persona durante il tragitto e dirle: - Mi dispiace. Potrai continuare a guidare finché non trovi un cartello CERCASI COMMESSO che dondola sull'orlo della costa opposta. Potraia attaccare con il nuovo lavoro e farti spedire tutta la tua roba o farla buttare nella spazzatura o in un fiume o farla bruciare o donarla a un'associazione benefica. Vai a camminare lungo il mare e respira l'aria fresca salmastra. Viaggia per il paese e ricomincia da campo in un posto nuovo.” (pp. 176-177, dal racconto “Viaggia per il paese”)

Ho pensato soprattutto alla donna che amo e con la quale vivo da tanti anni e a quel pomeriggio che ci lasciammo per non vederci poi per qualche anno e alla gioia di rivederci un giorno a Urbino e abbracciarci, con lei che mi guarda e mi dice, Ma dov'eri finito?

E forse ci sono anche delle volte che bisogna avere il coraggio di riprovarci.

O forse no.

Non lo so.

Io so solo che quando scesi dall'autobus a Urbino e la vidi in canottiera nera che fumava una Marlboro seppi che non l'avrei mai più lasciata.

Pur sapendo dei rischi che mi stavo e ci stavamo prendendo.

Perché in fin dei conti siamo due grandissime teste di cazzo.

Ma l'Amore è l'Amore. 


- e questo è uno dei dischi della mia vita verso cui provo un amore smisurato -

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