"Pranzo di gala", un mio racconto sull'ultimo numero di Sguardindiretti Rivista letteraria
Su Sguardindiretti Rivista letteraria hanno pubblicato un mio racconto intitolato "Pranzo di gala".
Niente di importante.
Non lo considero un racconto. Lo avevo inviato a un contest noir di una rivista letteraria che non l'aveva accettato ma, avendolo gradito, mi avevano invitato a inviarlo ad altre riviste. Sto scrivendo piccole cose. Sono anche molto stanco. Stanco di tante cose. Stanco soprattutto di me stesso. Delle giornate che vivo. Del mondo in cui vivo.
"Pranzo di gala" è figlio di alcuni scambi avvenuti durante la pandemia con alcuni miei colleghi, in particolare con una mia collega che poi è stata licenziata e che ho risentito, con tanta gioia, proprio in questi giorni. Sono righe figlie di situazioni di disagio. Ma sono anche una dedica alle favole nere che mi raccontava mia nonna. Favole inventate al momento. Robe disastrate, insofferenti. Parole per stare coi bambini in cortile. Robe senza troppo prendersi sul serio.
Anche se ogni volta che guardo la mia compagna e la nostra gatta dormire a me viene da piangere.
Trovate tutto qui sotto nel link.
E potete anche vedere la mia faccia di merda.
Mi dispiace tanto per i refusi ma avevo scritto per correggerli e nessuno mi ha mai risposto ed è anche per questo che me ne sto per i cazzi miei e non provo particolarmente gioia quando viene pubblicato qualcosa di mio.
In fin dei conti mi piacerebbe solo scomparire.
https://drive.google.com/file/d/1VzIGrfx5Jt5FQZ7P3DoOxyEQxZxnwnzN/view

E' sempre un piacere leggere qualcosa di tuo Andrea.
RispondiEliminaGrazie Simone. Un abbraccio
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