Il funerale di mia zia, mondeghili, la guerra, Emma Ruth Rundle, Antonio Martino
Ieri è morto Antonio Martino e che belle queste sue parole pronunciate in un corso sul liberalismo della Fondazione Luigi Einaudi. Non ero d'accordo con alcune sue posizioni ma che grand'uomo e pensatore.
"“Sono favorevole a qualsiasi provvedimento accresca le libertà personali, quindi sono reazionario per recuperare libertà che sono state perdute, conservatore per difendere libertà ancora esistenti, rivoluzionario quando la situazione non ci consente altra via per tornare liberi, progressista sempre perché senza libertà non c’è progresso. Sembrerebbe quindi che sono un animale pieno di contraddizioni. No, sono un Liberale! Un liberale deve essere tutte queste cose in una volta, perché il problema è che la libertà ha tante facce, ci sono libertà che esistevano e non ci sono più, ci sono libertà che esistono e vanno difese, ci sono libertà nuove da conquistare anche con la rivoluzione o con le riforme e sono progressista perché senza libertà non c’è mai stato progresso”.
Un ricordo di Giuseppe Benedetto.
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Domani si celebrerà il funerale di mia zia. L'ultima volta che ci siamo visti risale alla fine della prima ondata. Abitava nello stesso appartamento da quando si era sposata nel 1960 col fratello di mia madre in un palazzo di cooperativa. Le avevo suonato al citofono e lei si era sporta dalla finestra felicissima di vedermi. Mi aveva detto che appena tutto si sarebbe risolto mi avrebbe preparato un Crodino col vino bianco. Ho già l'ansia adesso per il suo funerale. L'idea di entrare nella chiesa del paese dove sono cresciuto (anche se dubito che ci riusciro' visto che arrivero' all'ultimo momento e c'è una capienza limitata) e vedere volti e visi di persone che conosco mi toglie il fiato. Non ho voglia di parlare con nessuno, salvo i miei cugini, mia sorella, mio cognato e mio padre ma so già che ci sarà tanta gente che vorrà parlare con me. E spero che in pochi mi chiedano se non riesco a trovargli un lavoro in Svizzera. Spero si risolva tutto in fretta. Per tornare a casa e rilassarmi perché domani son 12 giorni che lavoro senza far libero e sono stanco.
E in questi giorni ho sentito anche la mia amata prozia Angelina. La sorella della mia nonna Materna. Anche lei 92 anni e fra un acciacco e l'altro continua a vivere da sola a Legnano nel suo appartamento. Le ho chiesto come sta e lei "Benissimo, Andrea a mezzogiorno mi sono fatta cinque mondeghili tutti x me. Ti ricordi come li faceva la tua nonna?" e allora mi sono salite le lacrime perché me li preparò quando mollai tutto ed ero sprofondato. Ci fumammo una sigaretta, poi io tante altre e qualche birra di troppo. Poi andai a lavare i piatti e pulire la cucina. Lei era ancora sul balcone a fumare e a pulire i funghi. "Sei tale e quale tuo nonno" mi disse e in quelle situazioni poi lei si metteva a parlare di fascismo, guerra, nazisti, bombardamenti e di quando le arrivo' la notizia che mio nonno dopo l'armistizio era stato dato per disperso. Mia nonna e la sua famiglia, socialisti, davano aiuto a tutti quelli che fuggivano dai repubblichini, portava viveri ai partigiani e sfidava coi suoi lunghi capelli ricci la morale dell'epoca. Un giorno un partigiano le disse che a Milano c'era un commilitone di mio nonno che era ritornato dai Balcani e che era convinto che mio nonno fosse ancora vivo. Lei ando' a trovarlo in un solaio in zona Affori e si convinse che quell'uomo non stesse mentendo. Lui le disse che mio nonno le aveva salvato la vita. Lo aspetto' per quasi due anni e poi lui torno'.
Mio nonno anche se torno' rovinato e macerato dentro dalla guerra, sconvolto da incubi di ogni tipo, non è mai stato un pacifista e nemmeno mia nonna. Da combattente partigiano si trovava sempre in difficoltà con le manifestazioni della pace. Da repubblicano, liberale, filo statunitense non sopportava l'idea di una Jugoslavia comunista. Ma era anche un nonviolento nel senso pannelliano. Forse col tempo ho capito perché sono divenuto radicale, perché ce l'avevo in casa.
E guardando oggi alla situazione in Ucraina credo che non avrebbe per niente sopportato alcune parole d'ordine delle manifestazioni per la pace di questi giorni.
perché non scrivi i racconti di tua zia?
RispondiEliminaHo questa idea (ci sono già dei pezzi) di scrivere un romanzo che prenda ispirazione dalla storia della mia famiglia e del nostro albergo. Vedremo...
Eliminainteressante!
EliminaAvrei bisogno di un periodo di stacco totale ma spero di farcela comunque.
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