Liberale è (Predicare inutilmente) - bei libri - Peste putiniana a Milano -The Twilight Sad

 

Esce il nuovo libro dell'amico Giuseppe Benedetto. Straconsigliato.

«Ogni promessa è debito… pubblico», ci ricorda Benedetto in questo libro. Liberale è chi sa che il debito è soprattutto una forma di tassazione differita, a cui prima o poi si deve far fronte. Il libro centra poi un’altra questione fondamentale. Perché si possano fare certe riforme è necessario ripensare alcuni aspetti della nostra Costituzione. Da qui l’idea della Fondazione Einaudi di proporre una snella Assemblea Costituente per la riforma della seconda parte della Costituzione. (dalla Prefazione di Carlo Cottarelli)

Liberale è è un viaggio dentro le contraddizioni più profonde dell’Italia: un Paese dove si tassa chi lavora, si premia chi spreca e si ostacola chi produce. Dalla fiscalità generale a quella locale, fino al nodo della spesa pubblica, del debito e della burocrazia, il libro racconta come il problema non siano tanto le entrate quanto la spesa senza misura di uno Stato che ha smarrito la propria funzione. Tra accise e balzelli, aiuti e superbonus, il racconto si estende alla sanità e alle autonomie locali. La seconda parte si occupa di quello che è divenuto un vero e proprio simbolo del malgoverno: le famigerate Regioni, quelle che, con profetica preveggenza, Malagodi, già nel 1970, aveva indicato come i nascenti centri di spreco. Si analizzano le distorsioni di un sistema che, sotto il pretesto dell’assistenza, ha trasformato la spesa pubblica in consenso e la burocrazia in una tassa occulta sulla crescita. Liberale è non intende però essere un atto d’accusa: è una proposta. È la convinzione che un’Italia diversa – più sobria, più giusta, più libera – sia possibile. Diffidare dei politici che dicono come e cosa serve e non indicano con quali entrate coprire quelle spese, è il mantra einaudiano dell’autore.

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L'ho letto nei giorni scorsi e forse la voce di questo quindicenne è un po' troppo adulta ma "Valanga" di Raphaël Haroche (Sellerio) l'ho trovato un gran bel romanzo di formazione, di elaborazione del lutto, di solitudine. Forse mi ha colpito tanto anche perché quando entrai in collegio ero uno dei più sfigati e poveri fra tutti e feci una fatica terribile a trovare il modo di sopravvivere. 


 

Amo il western sin da bambino e Sentieri Selvaggi è il film della mia vita e sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, interessante e bello fra film, libri e fumetti. Tex e Zagor hanno ormai dato tutto, Magico Vento chissà mai quando tornerà ma consiglio a tutti gli amanti del genere questa strepitosa graphic novel di Neyer (Tunué)  "Hoka Hey" che racconta di un mondo al tramonto, di un ragazzino Lakota cresciuto come se fosse un bianco, spogliato di tutta la sua cultura, di un popolo vicino allo sterminio, della voglia di vendetta. Mi sono commosso leggendolo e il finale mi ha fatto sentire bene. E quando si parla di vendetta non è mai bello dirlo ma è giusto anche essere onesto con me stesso. I disegni e i colori sono incredibili.


 Sono giorni di tanta fatica al lavoro e dopo 100 pagine il nuovo romanzo di Leonardo Colombati sta cominciando a conquistarmi. Vediamo come andrà avanti e prossimamente ritorna questo straordinario romanzo di Philip Roth:


 

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Un disco della Madonna che spezza il cuore.

 

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