Cipolle, zucche, gatte e Francesca Mambro
Sabato scorso in centro c'è stato il mercato delle cipolle. Un'amica bernese dal cuore grande me ne ha regalate due e le sto già usando. Il 23 novembre tornerò a Berna per il mercato delle cipolle più grande e bello della Svizzera.
Le cipolle sono il cuore di mia madre.
Le mangiava in tutti i modi ma soprattutto crude a metà mattina. Quando si ammalò pianse perché non riusciva più a digerirle.
Ricordo ancora la volta che mi fece pelare quasi venti chili di cipolle per tutta una serie di ricette che doveva preparare. Mi disse: "Visto che non stai bene, almeno puoi piangere senza che nessuno ti chieda il perché".
E per andare a Berna passerò sotto il mio amato San Gottardo e questo romanzo di Zora del Buono ambientato fra gli operai che lavorano al traforo è molto bello:
Ieri è stata una giornata pesante. La macchina non funzionava e ho dovuto aspettare mezza giornata per la riparazione e così non ho potuto accompagnare mio padre all'ospedale (per fortuna era disponibile mio zio). Avanti e indietro da Mendrisio a Lugano in treno. Prima di tornare dalla Bosch ho fatto due passi per Mendrisio e fuori dalla Filanda ho trovato un ex collega che mi ha regalato queste due zucche. Probabilmente le userò per un risotto e per dei tortellini con gli amaretti. E metto anche la Bianca perché altrimenti si ingelosisce.
E ieri sempre alla Filanda fra i libri in omaggio ho trovato un libro che cercavo da una vita. Laura Arconti mi diceva che avrei dovuto leggerlo, visto il mio impegno sulla questioen carceraria e poi perché la Mambro faceva parte di Nessuno tocchi Caino.
"Ciao, Laura alla fine dopo tanti anni sono riuscito a trovarlo. Mi sta piacendo. E tu mi manchi tantissimo. E quando ascolto Radio Radicale mi aspetto sempre di sentire la tua voce."






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