'IL VIAGGIO DELLA SPERANZA' FINO AL 4 OTTOBRE IN SICILIA
NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS
Anno 20 - n. 37 - 03-10-2020
Contenuti del numero:
1. LA STORIA DELLA SETTIMANA : 'IL VIAGGIO DELLA SPERANZA' FINO AL 4 OTTOBRE IN SICILIA
2. NEWS FLASH: IRAN: NESSUNO TOCCHI CAINO SALUTA INTERRUZIONE SCIOPERO DELLA FAME DI NASRIN SOTOUDEH
3. NEWS FLASH: IRAN: SEI IMPICCATI IN CARCERE A RAJAI SHAHR
4. NEWS FLASH: USA: WILLIAM EMMETT LECROY GIUSTIZIATO NEL PENITENZIARIO FEDERALE DI TERRE HAUTE
5. NEWS FLASH: USA: CHRISTOPHER ANDRE VIALVA GIUSTIZIATO NEL PENITENZIARIO FEDERALE DI TERRE HAUTE
6. I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :
'IL VIAGGIO DELLA SPERANZA' FINO AL 4 OTTOBRE IN SICILIA
Come sai “Il viaggio della speranza” è il racconto per immagini, parole e
atti dell’VIII Congresso di Nessuno tocchi Caino che si è tenuto nel
Carcere di Opera a Milano nel dicembre del 2019.
“Il viaggio della speranza” non è solo un libro, è un viaggio vero e
proprio che attraversa la Sicilia dal 21 settembre al 4 ottobre, venendo
dalla Calabria dopo aver attraversato la Puglia. Ci sono stati e ci
saranno incontri, presentazioni del libro e manifestazioni sui temi a
noi cari, a partire dal superamento degli stati di emergenza verso
l’affermazione dello Stato di Diritto.
Il titolo del volume di 440 pagine, dedicato a Marco Pannella, è tratto
dal nome di una associazione americana contro la pena di morte, Journey
of Hope - from Violence to Healing (Viaggio della speranza - dalla
violenza alla guarigione), costituita da parenti delle vittime di reato e
parenti dei detenuti nel braccio della morte che ogni anno, insieme,
con una sorta di carovana della pace e della giustizia, attraversano gli
Stati Uniti.
Oltre alla Prefazione di Tullio Padovani e alla Lectio Magistralis di
Marta Cartabia, il libro contiene le riflessioni, le testimonianze e le
emozioni emerse a Opera nei due giorni di un Congresso che, nel
concatenarsi degli interventi di magistrati, giuristi, professori
universitari, operatori penitenziari e detenuti, a suo modo è stato
anch’esso una traversata dal dolore alla guarigione.
A partire dai detenuti di Opera, artefici del proprio cambiamento, il
“viaggio” ha raggiunto Strasburgo e i giudici supremi europei, creatori
del diritto umano alla speranza. La via della nonviolenza e del Diritto
ha poi portato a Roma, innanzi ai massimi magistrati italiani della
Corte Costituzionale, che hanno aperto una breccia nel muro di cinta del
“fine pena mai”. La Carovana della speranza non si è fermata, ora corre
verso una nuova frontiera, quella invocata da Aldo Moro: “non un
diritto penale migliore, ma qualcosa di meglio del diritto penale”.
Come nel Docu-film “Spes contra spem - Liberi dentro”, anche nel libro
“Il viaggio della speranza”, che dell’opera di Ambrogio Crespi è il
seguito letterario, dalle testimonianze – in particolare dei detenuti –
emergono con chiarezza una rottura netta con logiche del passato, una
maggiore fiducia nello Stato di Diritto, la possibilità del cambiamento
anche nel carcere e la conversione di persone detenute in persone
autenticamente libere.
Queste le ultime due tappe de “Il viaggio della Speranza” in Sicilia:
Sabato 3 ottobre – PALERMO Ore 17:30 PYC - Villa Trabia, Via Marchese Ugo, 4
Domenica 4 ottobre – PALERMO Ore 10:00 - 18:00 Spazio Lab, Via Faraone 2A
Allora ti aspettiamo e ti chiediamo di sostenerci, iscrivendoti a
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Sergio D’Elia, Rita Bernardini, Elisabetta Zamparutti
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IRAN: NESSUNO TOCCHI CAINO SALUTA INTERRUZIONE SCIOPERO DELLA FAME DI NASRIN SOTOUDEH
Nessuno tocchi Caino accoglie con soddisfazione l’interruzione dello sciopero della fame dell’avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh, iniziato per guadagnare soglie di libertà e di democrazia per tutti, ma interrotto in modo da non usare il corpo come un'arma da scagliare contro l'avversario. Convinti che lo sciopero della fame sia uno strumento di lotta nonviolenta e di dialogo, l’avvocata Nasrin Sotoudeh ha ottenuto con la sua iniziativa nonviolenta l'accensione di un faro sulla situazione delle carceri in Iran e sulle condizioni dei prigionieri politici. L'interruzione dello sciopero della fame è la giusta risposta a tutte le voci internazionali, che le hanno offerto sostegno. Consapevoli che le condizioni di salute di Nasrin Sotoudeh si siano nel tempo aggravate e che siano divenute incompatibili con la detenzione chiediamo la sua immediata scarcerazione, insieme a quella dei difensori dei diritti umani, che come lei si trovano in carcere per avere espresso il loro dissenso. P
er tutti loro chiediamo sia riconosciuto il diritto di difesa, quello del giusto processo e il diritto di manifestazione del pensiero.
Ci rivolgiamo in particolare al Governo italiano e al Ministro Di Maio affinchè operi per ottenere la liberazione di Nasrin Sotoudeh come degli altri avvocati e difensori dei diritti umani in Iran, che come lei sono ancora detenuti. Chiediamo anche di porre i diritti umani fondamentali quale primo punto di ogni interlocuzione, bilaterale o multilaterale, con l'Iran e di operare affinché vi sia una missione internazionale di monitoraggio nelle carceri iraniane.
(Fonti: NtC, 27/09/2020)
Cinque uomini e una donna sono stati impiccati per omicidio il 23 settembre 2020 nel carcere di Rajai Shahr, a Karaj.
La donna è stata identificata come Mahtab Shafiei, 32 anni, che era stata condannata a morte circa sette anni fa per l'omicidio del marito e della nonna di suo marito. Con questa esecuzione, secondo un conteggio tenuto da women.ncr-iran.org, sono 108 le donne giustiziate da quando, dall’agosto 2013, a capo dello stato c’è Rouhani, che in Occidente viene definito “un moderato”.
Solo uno degli uomini giustiziati è stato identificato: Hossein Shahani.
Al momento non risulta che la notizia delle sei esecuzioni sia stata riportata dai media filogovernativi, né nazionali né locali.
(Fonti: IHR, 26/09/2020)
USA: WILLIAM EMMETT LECROY GIUSTIZIATO NEL PENITENZIARIO FEDERALE DI TERRE HAUTE
William Emmett LeCroy, 50 anni, bianco, è stato giustiziato il 22 settembre 2020 nel penitenziario federale di Terre Haute. Era accusato di aver violentato e ucciso, nell’ottobre 2001, in Georgia, Joan Lee Tiesler, 30 anni.
Era stato condannato a morte nel marzo 2004. Il reato federale mosso contro di lui era “carjacking resulting in death”, ossia aver portato una persona rapita a bordo di un’auto che ha percorso strade federali, rapimento culminato con la morte dell’ostaggio.
Secondo quanto riferisce la CNN, LeCroy durante una conversazione con uno psichiatra, avrebbe sostenuto che l’infermiera Joan Tiesler in realtà fosse la baby sitter che aveva abusato di lui vent’anni prima, e che la donna gli avesse fatto un incantesimo maligno che era all’origine di tutti i suoi problemi da adulto.
LeCroy è stato dichiarato morto alle 21:06. Gli avvocati di LeCroy poche ore prima avevano fatto appello alla Corte Suprema degli Stati Uniti per la sospensione dell'esecuzione, ma nel primo ordine dalla morte della giudice Ruth Bader Ginsburg (18 settembre), la Corte ha negato la richiesta.
LeCroy diventa la 6a persona giustiziata quest’anno dal sistema federale, la 9a messa a morte dal Governo Federale da quando ha ripreso le esecuzioni nel 2001, la 13a persona giustiziata quest’anno negli Usa, e la n. 1.525 da quando gli Usa hanno reintrodotto la pena di morte nel 1976 e ripreso le esecuzioni nel 1977.
(Fonte: Indystar.com, CNN, 22/09/2020)
Christopher Andre Vialva, 40 anni, nero, è stato giustiziato il 24 settembre 2020 nel penitenziario federale di Terre Haute. Vialva è stato dichiarato morto alle 18:46 “Eastern Time” (ora di New York).
Era stato condannato nel 2000 per il rapimento, la rapina e l'omicidio di una coppia dell'Iowa che era in visita in Texas. A quel tempo Vialva aveva 19 anni. Lui e altri membri di una gang a Killeen, Texas, il 20 giugno 1999 chiesero un passaggio a una giovane coppia, Todd e Stacie Bagley (26 e 28 anni), all’uscita dalla messa domenicale. I due vennero chiusi nel cofano dell’auto, le loro carte di credito svuotate passando a diversi bancomat, e infine furono uccisi a colpi di pistola, e l’auto data alle fiamme.
Secondo l’accusa, Vialva aveva sparato alle vittime, e Brandon Bernard, che all’epoca aveva 18 anni, aveva dato fuoco all’auto. I due vennero processati nel 2000 da una corte federale a Waco perché gli omicidi erano avvenuti su terreni di pertinenza della base militare di Fort Hood, ed entrambi condannati a morte.
Per Bernard non c’è una data di esecuzione fissata.
Altri imputati, che all’epoca erano minorenni, sono stati condannati a pene detentive.
Dopo la condanna, Vialva si è convertito al “giudaismo messianico”. In un video di YouTube pubblicato questo mese, Vialva, con indosso uno zucchetto bianco e uno scialle da preghiera, ha implorato il pubblico americano di ripensare alla pena di morte. "Non sto facendo questa richiesta come un uomo innocente, ma sono un uomo cambiato e redento", ha detto. "Ho commesso un grave torto quando ero un bambino smarrito e ho tolto due vite preziose da questo mondo."
Le sette esecuzioni federali effettuate da luglio sono state fortemente volute da Trump, che ha condotto una campagna per un secondo mandato presentandosi come difensore della "legge e dell'ordine" contro i Democratici, che accusa di parteggiare per anarchici, violenti e criminali.
Trump è da tempo un entusiasta sostenitore della pena di morte. Nel 1989, pubblicò annunci a tutta pagina su quattro giornali di New York, incluso il New York Times, chiedendo allo Stato di New York di adottare la pena di morte in risposta al caso dei “Cinque di Central Park”. All’epoca si trattò di un caso famoso, cinque adolescenti neri e latini condannati per lo stupro di una jogger a Central Park, che furono riconosciuti innocenti solo nel 2002 quando un uomo, condannato all’ergastolo come stupratore seriale e assassino, confessò lo stupro di Central Park, e il dna confermò il suo coinvolgimento.
Vialva diventa la 7a persona giustiziata quest’anno dal sistema federale, la 10a messa a morte dal Governo Federale da quando ha ripreso le esecuzioni nel 2001, la 14a persona giustiziata quest’anno negli Usa, e la n. 1.526 da quando gli Usa hanno reintrodotto la pena di morte nel 1976 e ripreso le esecuzioni nel 1977.
(Fonti: NYT, Indystar.com, 24/09/2020)

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