Pensieri sparsi + Rachel Cusk + Current Joys

“Un'ombra è calata sulle scene così recentemente illuminate dalla vittoria alleata ... I partiti comunisti, che erano molto piccoli in tutti questi stati orientali d'Europa, sono stati portati alla preminenza e al potere ben oltre la loro consistenza numerica e cercano ovunque di giungere al controllo totalitario.” (Winston Churchill, discorso a Fulton, Missouri, 5 marzo 1946)

 


Mi manca ancora domani (ma finirò presto) e poi finalmente avrò un giorno libero. Senza cinema, senza lavoro ma non senza depressione. Sono molto stanco, ho una mezza ustione sulla mano sinistra (tutta colpa di una pallina di zucchero bollente sparata fuori dalla macchina dei popcorn) che mi perseguita da giorni e la testa piena di preoccupazioni e scorie che non vogliono proprio andarsene. 

In queste due settimane di lavoro a ritmi frenetici me ne sono successe di ogni tipo e ho voglia di svegliarmi anche solo per un giorno non alle 4 e 45 e restare a letto almeno fino alle 7, anche se ormai mi sveglio sempre, anche senza sveglia, verso le 2 di notte e poi riprendo sonno solo fino alle 4 e 30. Non farò altro che uscire per un po' di spesa per poi rimanere in casa a terminare (domani dopo il lavoro devo incontrare mio padre e fare un giro fra i miei cimiteri) lo straordinario, perché sta per entrare fra i miei libri del cuore, “La cortina di ferro” di Anne Applebaum che è un saggio bellissimo anche per la sensibilità che lo contraddistingue e dopo averlo terminato vorrei scrivere due righe sui racconti di James Still che mi sono piaciuti molto ma semplicemente vorrei tirare il fiato, lasciarmi perdere, starmene sul divano o sul letto, cucinare qualcosa di buono, farmi coccolare dalla nostra gatta, scrivere (ho ripreso un mio vecchio manoscritto).

 


Mi auguro che le cose vadano in questo modo perché quasi sempre quando faccio progetti tutto va storto e mi sale un'ansia terribile. E giovedì andremo a Locarno ad ascoltare Rachel Cusk all'interno degli Eventi letterari di Monte Verità. Non sono per niente un amante delle presentazioni letterarie e anzi direi che le detesto con tutto me stesso ma questa volta faccio e facciamo un'eccezione, anche perché abbiamo voglia di stare in giro una sera dopo il lavoro e ascoltare una scrittrice che amiamo tutti e due. Anche se stare fuori, in mezzo alle persone, mostrare i nostri volti, i nostri documenti, i nostri pass non ci piace e ci mette un'ansia terribile. Ancora di più visto che dove è organizzata la serata è un cinema della catena per cui lavoro, il Palacinema, e quasi sicuramente incontererò persone che conosco.

Sull'attualità che fa impazzire tutti mi sento davvero lontano dal chiacchiericcio politico italiano che ormai certe volte mi appare lontanissimo e assolutamente insopportabile. Una sinistra alla ricerca disperata della resurrezione del proprio passato ammuffito e un destra che é ancora peggio dei film di Lino Banfi (non faccio parte di quelli che l'hanno riabilitato... i suoi e quei film facevano cagare allora e fanno cagare anche adesso).

Mi tengo stretti alcune figure/giornalisti/critici come Vitalba Azzollini, Bari Weiss, liberali/presunti reazionari/pensatori seaza schemi, quotidiani come La Ragione, Il Dubbio, Il Foglio, Il Riformista e pochi altri che su carta, tramite social e radio riescono, con grande libertà, a offrirmi spunti di riflessione, che mi mettono in dubbio, mi consolano, mi sfidano a non darmi per vinto e a tornare sui miei passi. 

Dei martiri e alfieri di una certa sinistra e destra non me ne frega assolutamente nulla. 

 

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 E che bell'album questo.

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