Di guerre, resa e ipocriti
Come qualsiasi persona un minimo ragionevole mi auguro che questo conflitto termini il prima possibile, perché in ogni guerra chi paga il prezzo peggiore sono sempre i civili, i poveri, i fragili, i dimenticati ma in questa guerra tutto il mio sostegno va all'Ucraina e mi auguro che resista il piu' a lungo possibile.
In questi giorni da destra e sinistra si alzano voci per invitare gli ucraini alla resa o che disquisiscono se questa sia o no una guerra di resistenza.
Ecco, ovviamente tutti liberissimi di pensarla come vogliono, ma mi chiedo dove vivano queste persone, intellettuali, giornalisti, politici per pronunciare la parola resa. Poi certo, si potrebbe dire che lo fanno perché vorrebbero evitare ulteriori spargimenti di sangue ma arrendersi a Putin vi sembra davvero la soluzione migliore?
Si potrebbe parlarne a lungo, citare i Nativi americani che si arrendevano, credendo timidamente alle promesse dell'Uomo Bianco, e poi finivano in catene in prigioni o in riserve che erano campi di prigionia... ed evito tutto il resto, come qualche racconto di mio nonno e altri parenti che risalgono alla Seconda Guerra Mondiale o di un'amica che viene dai Balcani.
Ma stamattina mentre pulivo una sala mi è venuto da pensare che forse tutti questi non hanno giocato per anni alla guerra in cortile come ho fatto io.
Ecco, se per caso ti capitava di perdere o arrenderti contro una banda capitanata da Bruno, Dario, Stefania, Marilisa, Giorgio allora tutto finiva in divertimento, in robe di poco conto, in una o due figurine o biglie da regalare o in qualche gavettone che ci infradiciava tutti ma se per caso ti arrendevi o soccombevi davanti a Massimiliano, Mirko, Marco, Raffaella e... mia sorella... allora erano cazzi amarissimi ma davvero pero'. Ricordo una volta che quello stronzo di Massimiliano ci gettò dentro ai rovi e a un prato di ortiche. Cazzo che male, mi vengono i brividi ancora oggi e ricordo le risate che si facevano mentre noi sconfitti pativamo le pene dell'inferno. Non andavamo certo a piangere dai nostri genitori anche se qualche volta gli adulti intervenivano. Alcune volte le punizioni servivano a regolare vecchi conti. Robe che magari erano accadute a scuola, all'Oratorio, in chiesa, per strada.
Solo per dire, che ti puoi anche arrendere ma io, per esempio, a gente come Putin o come Tomaso Montanari non mi arrenderei mai.

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