commosso da "Mille lune" di Sebastian Barry (Einaudi, traduzione di Anna Rusconi) + Piccola rassegna stampa. Numero 75


L'ho letto senza mai fermarmi. Sono 224 pagine scarse questo commovente romanzo di Sebastian Barry intitolato "Mille lune" (Einaudi, traduzione di Anna Rusconi), seguito di quell'altro meraviglioso romanzo che era "Giorni senza fine". Questa volta protagonista quasi assoluta è Winona, la giovane lakota sopravvissuta al massacro della propria gente e difesa, protetta, amata da quella coppia di amanti, John Cole e Thomas McNulty, che avevo amato follemente pure io. Siamo nel 1870, nel Tennessee, dove questo strano terzetto ha trovato rifugio e sogna inutilmente di poter vivere una vita tranquilla ma Winona subisce uno stupro dal ragazzo che dice di amarla e di volerla sposare e da quel momento tutto rotola verso la tragesia e anche la sete di giustizia che muove Winona si scontra contro il razzismo, i silenzi, il muro di gomma di un mondo che non si è ancora lasciato alle spalle la Guerra di secessione, che vede in un'indiana un rifiuto, una persona senza diritti, senza cittadinanza, una merda umana. Peggio di un nero, di un cane, di un mulo. Il finale è davvero straziante e ho quasi pianto.

Cercatelo perché è un fottuto e dananto romanzo di formazione e liberazione politica e sessuale che vi scaverà dentro al cuore, se ancora ne avete uno. Veramente un grande scrittore Sebastian Barry. 

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Ecco qui l'uscita numero 75 della mia piccola rassegna stampa e questi sotto sono una minima parte dei popcorn salati che ho preparato l'altro ieri e domani ne preparo degli altri:


 

- "There Is No Liberal World Order" di Anne Applebaum (The Atlantic)

- "Liberation Without Victory" di Anne Applebaum and Jeffrey Goldberg (The Atlantic)

- "From Kherson, Ukrainians Report of Russian Atrocities and Propaganda With the city closed off, many fear that another massacre like in Bucha is imminent" di Tom Mutch (New Lines Magazine)

- "Ukrainian villagers describe cruel and brutal Russian occupation" di Isabelle Khurshudyan e Michael Robinson Chavez (The Washington Post)

- "La mia vita a BuchaI russi ci uccidono e ci negano il diritto di provare dolore" di (Linkiesta)

- "Hasta la verdad Se il negazionismo degli eccidi viene spacciato per scrupolo professionale" di Iuri Maria Prado (Linkiesta)

- "Cina e Russia, viva l’aut-aut di Draghi" di Laura Harth (Formiche)

- "Le forme di protesta più bizzarre adottate in Russia contro Putin" di Sara Tonini (La Ragione)

- "Massimo Bordin: la voce di Radio Radicale. Valorizzazione dell'archivio e della biblioteca, patrimonio culturale per le future generazioni" (Radio Radicale)


 

- "Il circo in diretta La finta equanimità del talk che ospita i pagliacci e accredita gli stronzi" di Iuri Maria Prado (Linkiesta)

- "«Noi autorevoli»Gli intellettuali picchiatelli vogliono un giornale (ma non ce l’avevano già?)" di Christian Rocca (Linkiesta)

- "Puntare dritto a Putin l’indicibile della guerra" di Massimiliano Lenzi (La Ragione)

- "Dalle riforme costituzionali, alla lotta alla corruzione; dalla guerra in Ucraina, alla costruzione di un Italia più europea. Intervista a Giuseppe Benedetto" di Carlo Valentini (Italia Oggi)

- "«Abbiamo visitato le prigioni e scoperto un’umanità che vive l’inferno…» di Gennaro Grimolizzi (Il Dubbio)

- "Carcere di Modena, violenze e torture da “macelleria messicana” di Damiano Aliprandi (Il Dubbio)

- "Errori giudiziari, un’ecatombe intollerabile in uno Stato di Diritto" di Mimmo Gangemi (Il Dubbio)

- "Il voto dimenticato Il silenzio colpevole che è calato sui referendum di giugno" di Ariela Briscuso (Linkiesta)


 

- "Lorena VILLA: “la mia Milano sarà lasciata LIBERA di CRESCERE”

- "Liberali Democratici Europei, un aspirante marchio o un futuro partito?" di Gabriele Maestri (I simboli della discordia)

- "Una nuova parità di genere per l’Italia" (Più Europa)

- "Referendum sulla giustizia, Maraio: “Votiamo sì per invertire la rotta” di Angela Stella (Il Riformista)

- "Trent’anni dopo Il trasformismo dell’onestà, il diritto come igiene e altri orrori nati con Tangentopoli" di Carmelo Palma (Linkiesta)

- "C’è posta per Miché L’edipico duello tv tra Hannibal Santoro e il suo allievo trendintò" di Guia Soncini (Linkiesta)

- "Il Pardo d'onore andrà a Kelly Reichardt" di Simone Re (Tio)


 

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