Rileggere Meridiano di sangue, tanti libri sulla scrivania

 




Non so quante volte l'ho riletto "Meridiano di sangue" di Cormac McCarthy (Einaudi, traduzione di Raoul Montanari). Me lo regalarono i miei genitori appena fu pubblicato in Italia, nel 1996, quando avevo 17 anni. Andavo al Liceo e mi ricordo che lo divorai in due giorni, pur non capendo molte parti. Fu un'esperienza simile a quella che feci per Moby Dick, Guerra e pace e poi Infinite Jest. Anche questa volta è stata una discesa negli abissi del Male, della ferocia, della guerra, del sangue. E rileggere Meridiano di sangue mentre in Ucraina accadono orrori indicibili non puo' lasciare indifferenti. 

Romanzo che se non lo avete mai letto, ve lo consiglio. Uno dei capolavori della letteratura.

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E fra acquisti e biblioteca sulla scrivania ho tanti libri e uno, quello di Garth Greenwell "Purezza" (Einaudi, traduzione di Matteo Colombo), l'ho già cominciato e sembra molto bello. Ad attendermi ci sono poi "Trovate Ortensia!" di Paolo Zanotti (Ponte alle Grazie) , "Infanzia" di Tove Ditlevsen (Fazi, traduzione di Alessandro Storti) e "Il piccolo di papà. Storia di un’infanzia nell’Irlanda del Bloody Sunday" di Tony Doherty (Nutrimenti, traduzione di Maria Antonietta Binetti)


 E mi aspetta anche questo saggio sul liberalismo nel Novecento di Corrado Ocone.

 

Ho invece letto e apprezzato tantissimo ma davvero tantissimo il terzo volume di Undiscovered Country: "Possibilità" e forse il piu' bello dei tre volumi fino ad ora. Questo viaggio in un Paese collassato su se stesso, disgregato, folle è bellissimo.

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E domenica si andrà a votare alle elezioni francesi.

La mia speranza è che Macron resti presidente.

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