Un bellissimo e commovente romanzo sull'alcool e sull'amicizia

 

"Una scimmia in inverno" di Antoine Blondin (Edizioni Settecolori, traduzione di Vittorio Viarengo, prefazione di Massimo Raffaeli e postfazione di Stenio Solinas) è un romanzo uscito nel 1959 e che finalmente ho potuto acquistare e leggere in questi giorni e l'ho trovato bellissimo ma di una bellezza sconvolgente. Un romanzo incredibile e commovente sull'alcool e sull'amicizia scritto da un uomo pieno di talento e votato all'autodistruzione senza lagne. Non sono una bella persona, bevo troppo, sono un misantropo, sto invecchiando, non parlo quasi con nessuno e preferisco bermi una birra guardando il lago piuttosto che uscire o seguire i talk show o fingere di avere una vita che non mi è mai interessato di avere. Leggerlo è stata un'esperienza bellissima e dolorosa (per la brutta persona che sono) e perché io  sono un po' quella roba li', un celiniano che arriva dalla provincia, un ussaro brianzolo che ama Nimier, uno spostato che vive alla rinfusa, che non ha certezze e non disdegna certo di bere fino all'esaurimento delle scorte. E che belli gli scritti di Massimo Raffaeli e Stenio Solinas e la chiusura dello scritto di Solinas mio ha fatto piangere: "L'alcool uccide lentamente... è proprio ciò di cui ho bisogno". Il padre si era suicidato quarant'anni prima, un suicidio di cui aveva "sofferto terribilmente".


 

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