Covid e leggere gli splendidi racconti di Chris Offutt "Di seconda mano" (Minimum Fax, traduzione di Roberto Serrai)
E alla fine il Covid ha beccato pure me (anche se ho il dubbio concreto di averlo già fatto una volta) proprio quando stavo pensando di prenotare la quarta dose. L'altro ieri ero mezzo morto, poi ieri notte un inferno mentre ieri mattina stavo meglio e sono riuscito a leggere e a scrivere il post di ieri mentre nel pomeriggio la febbre è tornata a salire. Pochissime ore di sonno anche perché vivo in un palazzo che praticamente vive 24 ore su 24. Stamattina la febbre se ne è andata ma sono molto spossato.
Ma son riuscito a leggere, sottolineare e prendere qualche tutti gli undici bellissimi racconti contenuti nella raccolta "Di seconda mano" (Minimum Fax, traduzione di Roberto Serrai) di uno dei migliori scrittori di racconti viventi, Chris Offutt. Sono rimasto davvero senza fiato.
"Non torno più a trovare Jean, e aveva paura di incontrarla per caso quando doveva sbrigare delle commissioni. Ogni tanto la vedeva in qualche negozio. Jane si comportava in maniera educata e distante, parlava di una recente elezione dei rappresentanti a scuola o di una brutta buca per strada. Usava Frankie come scusa per sganciarsi da quelle loro imbarazzanti conversazioni. Quando si trasferì nell'Oregon, Paul ne fu contento. Avvicinarsi a lei era stato un errore. Lui non aveva detto niente a Ellen, giurava a se steso che non avrebbe più sgarrato. Era stata un'anomalia, come avere un figlio disabile, e si convinse di esserne uscito senza un graffio.
Il loro bambino nacque sano, affamato e forte. Paul smise di fumare. Negli anni assisté a recite scolastiche, partite di calcio e gare di nuoto. Votò secondo le indicazioni del partito ed ebbe cura del suo prato. Fece arrivare il figlio fino al college. Dormiva bene e senza rimpianti. Non riusciva, però, a dimenticare l'abbraccio feroce di Jan, l'intensità del suo desiderio che sembrava infrangere il tempo e lo spazio. Era una passione che non aveva mai conosciuto, e non avrebbe conosciuto mai più.
Ellen morì giovane per un aneurisma. Sei mesi dopo Paul inchiodò un paracadute al soffito della camera. Fu il suo unico gesto eccentrico, che sorprese amici e vicini. Sistemò prolunghe e luci per illuminarlo dall'interno, fino ad avvolgere il letto in quel bagliore. Si domandò se ci fosse pericolo d'incendio, poi prese in considerazione l'idea di dargli fuoco lui. Un giorno, lo fece." (dal "Johnny Bill, pp. 80-81)
Mi raccomando...
RispondiEliminaTu l'hai fatto? Nella mia famiglia tutti e ha causato anche qualche morto fra i miei parenti.
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