14 giorni di lavoro pasquali - Leggendo "Eredità" di Jacques Flux (Giuntina) - Stegosauro
Da domani lavorerò per 14 giorni di fila, con una media penso di 10 ore al giorno. Si aprono le vacanze di Pasqua (qui in Ticino le scuole sono chiuse tutta settimana prossima) e poi arrivano Super Mario e altri film. Sarà dura ma ho anche bisogno di soldi perché questo mese mi sono usciti dal portafogli, a causa di molte spese e imprevisti, quasi due mensilità.
Leggendolo ho pensato molto a quanto la mia famiglia sia impregnata di guerra, miseria e dittatura. Mio nonno autiere in Albania e poi partigiano e che manifestatamente ha sofferto di PTSD non aveva nessuna voglia di raccontare ciò che aveva vissuto. Detestava raccontare. Ci sono solo sfumature di quanto ha vissuto durante la guerra. Non amava proprio parlarne ma tutto questo ha avuto conseguenze sull'educazione dei suoi tre figli. E questo vale anche per mia madre. Suo padre non apriva bocca sull'orrore delle trincee 1GM e sulla povertà vissuta. Sono e siamo stati cresciuti nella mia famiglia in un modo che nega la necessità di raccontare, sfogarsi, lasciarsi andare. Bisogna enersi dentro tutte le sofferenze e il dolore. E certe volte ci vedo qualcosa di male ma anche no. Perché poi alla fine nemmeno io racconto.
Mi ha scosso dentro perché, con le dovute differenze, è una vita che guardo a chi è mio padre e ci trovo il silenzio totale di mio nonno. E siamo tutti così in famiglia. E rendiamo la vita insopportabile a quelli che ci circondano. E penso a come tutti i miei parenti ci hanno educato. E non tutto è filato liscio.
Ma c'é mio nonno sul balcone che si assenta con la sigaretta in bocca o che detesta tutti i rumori o lui che mi guarda e mi dice "Andrea, se devi uccidere qualcuno, non farlo soffrire mai".
E poi una sigaretta e perdersi altrove. Sempre altrove. Fino alla fine.
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