Io e la mia amica Helvetia, dei racconti bellissimi e prendetevi il tempo di leggere questa intervista/chiacchierata a Gianfranco Franchi
Questi siamo io e la mia amica Helvetia a Zurigo. Io in imbarazzo e quel giorno davvero stanco e con troppe birre in corpo dalla sera prima e lei corrucciata. Helvetia. Zurigo. Qui Lugano. Svizzera. Casa. L'altro giorno la mia nuova collega italiana si è detta stupita dal fatto che fossi italiano. Sembri proprio uno svizzero, Andrea. Sarà forse per il mio accento, la mia cadenza, alcuni termini molto simili al dialetto ticinese. Sarà perché sono molto severo e pignolo. Sarà perché per come sono fatto incarno lo stereotipo del nordico.
Non lo so.
So solo che ormai qui dove vivo è casa.
Qui a Lugano.
Qui in Svizzera.
La nazione dove vivo e che amo.
Stamattina io e mia moglie prima di andare al lavoro abbiamo parlato di questioni svizzere.
Con i miei colleghi (solo un paio sono italiani) non parlo mai di Italia e il confine, seppur vicino, mi sembra spesso lontanissimo.
Domani dopo il lavoro andrò allo stadio a vedere il Lugano. Sono abbonato. E mi sento casa tutte le volte che ci vado. Ci sono gli abbracci che ricevo quando arrivo con la faccia imbronciata. Ci sono le discussioni sulle casse malati, i frontalieri, le tasse, il lago, le stupidaggini.
L'amica Federica Corsi mi ha fatto capire che forse è meglio che smetto di votare visto che ormai vivo all'estero.
E niente.
Quel giorno dopo aver incontrato Helvetia io e mia moglia ci siamo seduti sulle rive della Limmat e abbiamo bevuto un paio di birre e mia moglie mi ha guardato e ha sorriso e ha detto Andiamo a vedere Giacometti?
...
La bellezza di questi racconti.
Leggerli in pausa.
Leggerli alla fermata del bus.
Leggerli con Bianca sulla spalla.
Rileggerli prima che torni Eva.
...
Prendetevi il tempo di leggere questa intervista/chiacchiera con Gianfranco Franchi.



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