Sensazioni d'autunno (con dentro Tom Wolfe e altro)

 


Quando cambiano le stagioni finisco quasi sempre per crollare. Non c'entra il freddo. Anche quando arriva la mia amata Estate ormai alle spalle. Una volta raccontai a una ragazza dei miei disturbi legati al cambio di stagione. Per tutta risposta mi regalò un sasso. Disse che era magico e che mi avrebbe protetto. Il giorno dopo fui colpito da un virus che mi tenne a letto per una settimana. Sta ancora sullo scaffale di casa mia. Una potenziale arma batteriologica.

Per ora questo ottobre mi sta regalando solo notizie negative.

Sembrava che il cinema si stesse riprendendo. Il brutto tempo mi stava facendo sperare in un rapido aumento delle ore lavorative e invece la notizia di oggi è che per tutto il mese di ottobre il cinema aprirà solo venerdì, sabato e domenica. Zero film nuovi. Le nuove uscite rinviate alla fine del mondo. Misure di distanziamento che riducono il numero dei possibili spettatori. E aggiungo anche zero inventiva da parte della direzione e della proprietà. Questo significa un mese praticamente a spasso, di sofferenza, risparmi e invio curriculum a caso. 

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Tra l'altro devo ingoiare ogni giorno bocconi indigesti di fronte alla supponenza/indifferenza dei miei colleghi con contratti stabili. Ci si è messo pure che il lavoro ridotto che è scaduto e che non verrà rinnovato per i contratti su chiamata come il mio. Ieri ho cercato di consolarmi ascoltando le vecchie canzoni di Aznavour amate da mia madre mentre preparavo riso bollito e fagiolini e poi sono tornato a deprimermi leggendo un (brutto) romanzo intitolato "L'eternità di allora" di Plinio Giacomini (Salvioni Edizioni):
 

 
 
che racconta di amicizie ritrovate, di tuffo nel passato, di morti per overdose, di attaccamento alle radici, al paese, alla provincia e della solita solfa del tizio che finalmente accetta di essere uno scrittore (????) a cui ho voluto dare una chance solo per capire quanto ci fosse di vero in un lancio editoriale che avevo intravisto. 
 
Alla fine sono tornato a rileggere Tom Wolfe prima di fare il pieno domani nelle varie biblioteche, ascoltando dischi consigliati dal sempre grandissimo Shoegazeblog


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Per colpa di questo cazzo di virus ho una paura fottuta di essere costretto in qualche modo a tornare a vivere nella mia zona. Di perdere il permesso. Se di notte comincio a pensarci non riesco più a prendere sonno. Meglio finire per strada. Come stanotte che mi sono svegliato alle 2 e ho cominciato a rimuginare sul passato, a pensare che domani dovrò portare mio padre a una visita medica e mi è passato completamente il sonno e sono rimasto sveglio fino alle 5 quando è suonata la sveglia e la mia compagna è andata al lavoro.

Poi sono uscito anch'io perché mi piace camminare quando ancora tutto è buio.

Mentre prima incontravo molta più gente.

Una gran voglia di vomitare e nient'altro.

Nemmeno questo mediocre Giro d'Italia mi dà gioia. Anche se spero in un ottimo risultato per Domenico Pozzovivo. Ed è così che passano le giornate. Mi salvano le biblioteche. Le camminate lungo il fiume ingrossato. Le birre. I libri. Le riletture

 


 

Cerco di sopravvivere come posso.

Ho la fortuna di vivere con una donna straordinaria.

E poi aspetto questo disco. 


 

È da una vita intera che sono stanco di vivere.

È solo che avrei voluto tirare un po' il fiato in questi mesi.


Commenti

  1. Tutti noi alieni ci stanchiamo (per non dire peggio) su questo pianeta inospitale, abitato da pochi nostri simili e da tante sottoscimmiette. Ma dobbiamo resistere: in fondo è un'avventura irripetibile, coi suoi momenti magici ed esaltanti. Ancora più magici ed esaltanti per il fatto di essere così rari, sempre più rari, come pulviscoli di plancton in un oceano di merda liquefatta. Un forte abbraccio.

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