Libri, mia sorella

 

Mi aspettavo molto di più da questo romanzo perchè il precedente Ruthie Fear mi era piaciuto tantissimo e poi perchè il mondo dell'anarcoprimitivismo e le figure di Ted Kaczynski o di John Zerzan li conosco bene e tutte le teorie antiindustriali/anticivilizzatrici/antitecnologiche mi hanno sempre affascinato. Un romanzo che già dalle prime pagine ho capito che non mi avrebbe soddisfatto perchè avevo capito di essere finito nel solito romanzone americano di critica sociale ma anche noioso, pesante e anche un po' retorico, con tutti questi personaggi di contorno alla storia diTed Kaczynski che alla fine mi sono svaniti davanti agli occhi. Peccato. Di sicuro le descrizioni delle foreste, degli animali, della devastazione portata dall'uomo sono molto belle ma avevo bisogno di qualcosa di molto di più.

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I problemi di mio padre mi hanno costretto a stare troppo a contatto con il mio paesino di origine e soprattutto con mia sorella e i miei familiari. Siamo tanto, troppo diversi io e lei. Non ci vediamo quasi mai da anni e anni. Anche per telefono evitiamo di parlarci. E infatti questo vederci, questa convivenza forzata in casa, questo continuo sentirci per telefono e per messaggio ci ha portato a litigare più e più volte. L'altro giorno le ho chiesto se può mandarmi messaggi solo in caso di reale necessità. Ma niente. La gente, compresa mia sorella, ha preso ormai questa abitudine di mandare messaggi alla cazzo senza preoccuparsi di nulla. Mi sono ritirato in me stesso. Faccio quello che posso per mio padre. Come portare in discarica tante scatole con dentro tanta roba mia: giornali, appunti, libri, fumetti. Che liberazione veder finire in un container una parte della mia vita. Faccio quello che posso. Senza aver mai capito perchè non sono mai riuscito veramente a scomparire.

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