Uno dei miei libri più belli dell'anno 2026

Siamo a febbraio, mi fanno male gli occhi e ho dormito poco e male e l'idea di tornare al lavoro giovedì mi fa salire il vomito ma almeno fra ieri e oggi ho letto una graphic novel di una bellezza fuori dal comune e che è già entrata fra i libri più belli di questo 2026. 


Se ne avete pieni i coglioni di Mao (papà e zio sono stati maoisti), di Carlo Rovelli che spara stronzata sul Corriere e volete leggere degli orrori comunisti, di Cina, di fuga, di euroasiatici, di Hong Kong, di libertà allora leggetelo questo straordinario libro. Che roba. 

E questo libro tocca una questione molto spinosa per il sottoscritto: come i traumi hanno segnato la mia esistenza e quella di mia sorella e dei miei genitori.

 I nostri nonni e nonne sono stati tutti e quattro segnati nella mente e nel corpo da guerra e povertà e tutti questi traumi hanno prodotto ferite sui miei genitori che poi si sono scaricate su me e mia sorella. 

Mia madre per esempio diventava aggressiva al limite della violenza pura se per caso non ti andava di mangiare qualcosa. 

Le mie nonne avevano il terrore quando bussavano alla porta o suonava il campanello. Erano i fascisti, il fattore, gli esattori. 

Mia madre andava in paranoia quando squillava il telefono e diffondeva in casa un'agitazione che mi toglieva il respiro.

Ed è anche per questo che quando suona il citofono io afferro sempre un coltello o me lo infilo in tasca. Sappiatelo se avete la maledetta intenzione di farci visita. 


 

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